Oltre la fisica. A Palazzolo Acreide in Sicilia la mostra di Filippo La Vaccara

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L’ARTISTA CATANESE, NELL’AMBITO DELLA SUA PERSONALE ALLA SAN SEBASTIANO CONTEMPORARY – CASA BRAMANTE, PROPONE UNA SERIE DI OPERE ISPIRATE ALLE ATMOSFERE DEI QUADRI DI GIORGIO DE CHIRICO E CARLO CARRÀ.10 of 12  

Filippo La Vaccara, Bilbao, 2018. Photo Filippo Armellin
Filippo La Vaccara, Bilbao, 2018. Photo Filippo Armellin
Filippo La Vaccara, Studio di Milano, 2020. Photo Filippo Armellin
Filippo La Vaccara, Studio di Milano, 2020. Photo Filippo Armellin
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Dino Vittimberga
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Dino Vittimberga
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Dino Vittimberga
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Dino Vittimberga
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Dino Vittimberga
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Dino Vittimberga
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Filippo Armellin
Filippo La Vaccara, Untitled, 2020. Photo Filippo Armellin
Filippo La Vaccara, Untitled. Dora, 2020. Photo Dino Vittimberga
Filippo La Vaccara, Untitled. Dora, 2020. Photo Dino Vittimberga

La mostra Ipermetafisica di Filippo La Vaccara (Catania, 1972) è uno dei tasselli che compongono il variopinto mosaico della programmazione di San Sebastiano Contemporary – Casa Bramante, spazio dedicato all’arte contemporanea inaugurato lo scorso gennaio nella barocca Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, dall’idea e dalla visione dell’artista Davide Bramante.
L’esposizione, curata da Mercedes Auteri e Aldo Premoli, presenta una ventina di opere inedite che, nella ricerca di La Vaccara, si pongono l’obiettivo e invitano lo spettatore a spingersi “più in alto e oltre la fisica”, come suggerisce il termine di origine greca Ipermetafisica: un omaggio al movimento pittorico del Novecento Metafisica e ai suoi maggiori interpreti, Giorgio de Chirico e Carlo Carrà. La stessa atmosfera misteriosa e sospesa delle opere metafisiche aleggia anche nei lavori di La Vaccara: “Paesaggi vuoti, edifici come geometrie, nature essenziali, che invitano allo spaesamento per sentirsi di nessun luogo e, quindi, di tutti i luoghi”, scrivono i curatori nel testo in catalogo. “Un viaggio intimo che lo spettatore percorre da solo”, come una sorta di magia che, a distanza di un secolo, rivive nella contemporaneità dello stile e dei linguaggi di La Vaccara.

– Desirée Maida